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Pochi87
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Baby blues e depressione post parto - la mia testimonianza

il Dom 23 Dic 2018 - 10:48
Reputazione del messaggio: 100% (1 voto)
Un paio di giorni fa, una mamma si è buttata nel Tevere con le sue due neonate. Un'altra tre settimane fa ha scaraventato la figlia per terra causandole danni mortali. Ci si domanda come possa una mamma, che dovrebbe amare e proteggere i propri figli, compiere un gesto simile. Ovviamente sui social non sono mancati i soliti commenti che condannavano queste donne dipingendole come dei mostri.
Ma io non me la sento di condannarle. Sono certa che amassero tantissimo i loro bambini. Ma dentro di loro aveva preso il sopravvento un mostro silenzioso, che si nutre di solitudine, di paure, di stanchezza e assorbe tutta la tua gioia di vivere: la depressione post parto.

Un argomento che spesso viene poco discusso ma che invece trovo sempre più attuale è il baby blues e la depressione post parto.
Il baby blues è uno stato di tristezza e malinconia che si impossessa della donna dopo il parto (nn è detto che avvenga poi subito dopo, ma nei giorni successivi). Può durare da 5 giorni a qualche settimana, e poi si risolve da sè (ma ciò non toglie che serva una rete di supporto).
La depressione post parto è la forma grave e protratta nel tempo del baby blues. Si fanno pensieri distruttivi su di sè e a volte sul neonato, non ci si prende cura di sè e/o del neonato, si hanno delle psicosi riguardo le più piccole cose (per esempio avere paura dei germi e dei batteri) e a volte si arriva ad un vero e proprio rifiuto del neonato.

Io personalmente ho sofferto di depressione in gravidanza e, successivamente, di baby blues.
In gravidanza non avevo capito che ero in stato depressivo. Mi sentivo triste, poi felice, poi avevo paura del futuro. E' tornato a farmi visita un disturbo post traumatico (causato da un vicino poco raccomandabile che ho avuto in un altra casa) concomitante il trasloco della mia exvicina con l'arrivo di una famiglia nuova con un cane che abbaiava spessissimo.
In oltre mi sentivo brutta e per nulla attraente. I rapporto sessuali con mio marito sono diventati inesistenti dal sesto mese... insomma non un bel quadretto. Ma leggendo qua e là online sembrava normale...
Ho cercato comunque di godermi la gravidanza come ho potuto. Non ero sempre depressa, ma avevo dei momenti dove mi veniva da piangere, dove ero atterrita dalla paura di perdere mio marito, di lasciare andare la mia vita attuale...

Questa stessa paura è tornata a farsi viva subito dopo il parto. Complice il fatto che qui siamo soli e tutti i nostri parenti sono a km di distanza, complici gli ormoni e l'emorragia colossale avuta a 10 giorni dal parto che mi ha fatto subire trasfusioni e raschiamento oltre ad altri 5 giorni di ospedale, le prime 4 settimane di vita di mia figlia sono state durissime per me.
L'adattarsi a nuovi ritmi, iniziare a prendere confidenza con un esserino che non conoscevo, di cui non capivo i pianti che dipendeva al 100% da me, ma anche vedere mio marito che, dopo i primi 10 giorni a casa, ha ripreso una vita abbastanza normale (lavoro, palestra) mentre la mia vita era del tutto mutata... hanno preso il sopravvento.
L'allattamento per me è stato duro. L'essere diventata un surrogato di mia figlia che ovviamente voleva stare attaccata al seno ogni ora e per molto tempo, inchiodandomi al divano e a casa, mi faceva sentire annullata e finita. Quando la gente mi veniva a trovare mi domandavo cosa avrebbe fatto dopo, e invidiavo le loro vite che erano come la mia prima della gravidanza.
Badate bene, io ho desiderato e cercato tantissimo mia figlia (proprio come la mamma di poco sopra che si è sicuramente sottoposta a più cicli di pma per avere le sue tre gemelle, poi diventate due) e credo che questo alimentasse il senso di colpa perchè sarei dovuta essere felice e gioiosa per aver raggiunto il sogno tanto desiderato, e invece mi sentivo in trappola.
So che sono cose orribili da dire, ma sono la verità e sono tutte cose che accadono a chi soffre di baby blues o peggio di depressione pp.
E io avrei voluto che qualcuno lo capisse prima che stavo male. Avrei voluto che mio marito avesse chiesto dei permessi o delle mezze giornate per stare con me. Non gliene faccio una colpa, nel senso che lui ha fatto ciò che ha potuto: è stato con me 10 giorni, poi mi portava fuori sempre appena poteva, mi cucinava il pranzo la mattina così che io dovessi solo accendere i fuochi per cucinare. So che probabilmente al lavoro non gli avrebbero concesso di più. Mio marito è davvero uno dei pochi che mi è stato vicino.
Però avrei voluto avere più supporto di quello che ho avuto. Soprattutto dall'esterno: avrei voluto che un supporto psicologico offerto dal SSN, perchè io ero troppo sopraffatta da tutto per andarmelo a cercare da sola. Avrei voluto avere più amiche con figli con cui condividere come mi sentivo.
Per fortuna le mie amiche "virtuali" ma più vere di tante altre reali, sono state una bella rete di supporto che mi hanno aiutata a sentirmi meno disumana e meno sola nei momenti in cui avrei voluto fare "cancella" sulla mia vita attuale.

Dopo 40 giorni circa, per fortuna, gli ormoni si sono riassestati, mia figlia ha preso su una sorta di ritmo e piano piano ho iniziato a uscire con lei e ad andare in giro. Mi sono scossa di dosso quel brutto torpore dato dal baby blues che mi faceva sentire come se pesassi 100 kg di più.
Parlare della mi condizione, senza vergogna, mi ha aiutata tantissimo. Ora vorrei tornare a quei primi 40 giorni e vorrei riviverli al meglio, apprezzando ogni secondo sapendo che sarebbe andato tutto bene, ma so che non è possibile.
Se mai avrò un altro figlio cercherò un supporto psicologico già dalla gravidanza.

Spero che la mia testimonianza sia di aiuto a chiunque abbia sofferto o soffra di depressione in gravidanza, baby blues o dpp come ho sofferto io. Spero di non leggere più notizie terribili come quelle di questi giorni. Spero che chi sta attorno a noi mamme possa rendersi conto che quanto conti non essere lasciate sole.
chioccinella82
chioccinella82
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Re: Baby blues e depressione post parto - la mia testimonianza

il Mar 8 Gen 2019 - 15:56
Reputazione del messaggio: 100% (1 voto)
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L'ho letto da un po' e mi sono ripromessa di rispondere, proprio perché credo che ci sia davvero bisogno di parlarne e che sarebbe un argomento da inserire fortemente nei corsi preparto.
Io ho sofferto di depressione post parto dopo la nascita di Rapunzel.
La gravidanza, cercata e voluta fortemente, è arrivata pochi mesi dopo il nostro matrimonio. Tutto è andato magnificamente, poche nausee nei primi tre mesi, nessun disturbo particolare, addirittura andavo a sciare e ciaspolare.
Tutto era pronto e attendevamo gioiosi la nascita del bebé di cui volutamente non sapevamo il sesso.
Poi una bellissima domenica d'aprile è nata la nostra Rapunzel, con un parto naturale, certo con un travaglio lungo, ma non traumatico.
La mia bambina era splendida, sana, meravigliosamente tra noi...
Ma allora perché tutto mi sembrava così difficile? Avviare l'allattamento era stressante, io stavo da sola a casa tutto il giorno, lontana dalla mia famiglia, isolata perché viviamo in campagna...e soprattutto la piccola non dormiva...non dormiva mai, né di giorno né di notte...Eppure latte ne avevo, lei cresceva, era sana...e io ero in una bolla.
Non serviva a niente il corso di massaggio, i mercoledì pomeriggio tra le altre mamme all'ambulatorio pediatrico...
Non serviva la fascia, avevo paura di farle male, di farla cadere...
Un giorno chiamai mia madre, lavorava ancora, e la pregai di prendere ferie, di venire da me, non riuscivo proprio a gestire la piccola, ero stressata dal pianto continuo, dal suo non dormire se non in movimento...
E quel giorno Rapunzel è stata un angelo, ha dormito, tranquilla, nel lettino, poppato, riso...
Mi era sempre più chiaro che qualcosa non funzionava. Dopo i suoi 8 mesi sono dovuta rientrare al lavoro, lei è rimasta con il papà a casa.
Io avevo l'alattamento e tornando il pomeriggio trovavo una bimba felice, allegra, piena di energia. Mangiava e poppava, certo continuava a dormire poco o niente, ma era davvero uan gioia stare noi tre insieme...Già, noi tre, perché da sola non riuscivo a stare serenamente con lei.
E lì ne ho parlato con mio marito, chiaramente. E lui, Uomo splendido, mi ha detto di non vergognarmi e di chiedere aiuto.
Sono entrata in terapia, una volta a settimana, per circa 8 mesi. Ne sono uscita che ero incinta di Minime, con una nuova consapevolezza, un rapporto ritrovato con Rapunzel e gli strumenti per combattere se il male fosse tornato.
Le mie due altre gravidanze sono state complesse, ma la depressione non è più tornata.
Mi sono ammalata, ho perso dei momenti magnifici (l'ho capito dopo, grazie ai miei due altri figli), ma ho trovato la forza di reagire e chiedere aiuto, di fregarmene di chi mi diceva "dai, passerà", "forza, datti una scossa"...la forza di non vergognarmi e di parlarne a tutte le mamme e future mamme che conosco.
Avrei potuto far del male alla mia bambina? Non lo so, voglio credere di no, grazie a Dio non ero così profondamente malata e ho avuto la fortuna di avere accanto un marito e padre meraviglioso che si è accorto di ciò che stava succedendo e ha avuto modo di starmi vicino.
Non ditevi passerà e fidatevi del vostro istinto.
Un abbraccio a tutte


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Chioccinella82 modera: Casa Hobby e Giardino, Ovulazione e fecondazione, Pancine mensili, Mamma del mese di..., Adozione, Circolo letterario, Il mestiere di genitore
Pochi87
Pochi87
Junior Mom
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Re: Baby blues e depressione post parto - la mia testimonianza

il Gio 10 Gen 2019 - 9:29
Cavoli chiocci! Hai avuto una bella depressione post parto, mi dispiace :/
anche la mia è iniziata così, soprattutto per l'allattamento che mi devastava, cioè il dipendere in toto dai bisogni della bimba (giustamente). Nonostante avessi fortemente voluto mia figlia, proprio non me l'aspettavo che la maternità mi colpisse così!
Hai fatto benissimo a farti aiutare. E come dici tu, dovrebbero offrire un sostegno psicologico a tutte le mamme appena dimesse dall'ospedale. Così come si da il pediatra al bambino o si da la maternità.
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Re: Baby blues e depressione post parto - la mia testimonianza

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