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Enterocolite necrotizzante Empty Enterocolite necrotizzante

il Lun 15 Ott 2018 - 16:26
La NEC è una rara malattia intestinale che colpisce il neonato (specialmente il neonato prematuro).
Si tratta di un infiammazione del tessuto intestinale (di parti di esso più o meno estese) che può arrivare alla necrosi e alla perforazione, fino allo peritonite (che è un infiammazione di tutta la cavità addominale, in particolare del peritoneo, che è il sacco che protegge l’intestino).
Fra le cause sono le difficoltà respiratorie del neonato che fa si che ci sia una ridotta ossigenazione e a livello intestinale, essendo un tessuto “meno importante” , ci sono i danni maggiori. Infatti il corpo quando c’è una ridotta ossigenazione tende a mantenere a livelli adeguati la quota di ossigeno di parti “più importanti” del corpo come appunto può essere il cervello andando a far si che la periferia, e quindi l’intestino, siano meno ossigenati.
Queste condizioni favoriscono la crescita di germi e batteri che fanno si che la malattia vada a degenerare, facendo si che il bimbo non riesca da solo a recuperare.
Purtroppo queste infezioni sono accentuate nei presidi ospedalieri in quanto i germi tendono a diventare più resistenti in questi ambienti.
Le manifestazioni della malattia sono elevato grado di malessere, addome gonfio, con possibile presenza di vomito verde dopo i pasti e feci sanguinolente.
Se si arriva fino alla perforazione del peritoneo l’unica salvezza è intervenire chirurgicamente, anche se nelle forme incomplete si può eliminare subito il cibo per bocca e usare subito l’antibiotico e anche del plasma per contrastare la malattia.
L’intervento consiste nell’asportazione dei tratti intestinali ormai morti, ma questo comporta un minore assorbimento delle sostanze nutritive, problemi di crescita e la necessità di ulteriori interventi lungo la strada.
Purtroppo i bimbi prematuri per via della loro forte immaturità sono i più colpiti da questa malattia.
Da uno studio del 2011 si evince quanto l’utilizzo del latte materno per nutrire questi bimbi prematuri riduca tantissimo il rischio di NEC.
Ci auspichiamo quindi che si faccia sempre di più per il potenziamento di quella che viene chiamata “la banca del latte” per aiutare quei bimbi nati prematuramente le cui mamme purtroppo non hanno potuto avere il latte e quindi dare anche a loro la possibilità di incorrere in percentuali sempre minori in malattie come la NEC.
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